Tg5: Vergognosa strumentalizzazione politica dei fatti di Genova!

Fuori piove ormai da qualche giorno. In casa la temperatura è quella giusta per stare in mezze maniche a scrivere, leggere e guardare un bel film. I telegiornali continuano a proporre le immagini dell’alluvione di Genova in modo pornografico, come ha detto ieri sera Enrico Mentana. Alcuni di questi si spingono oltre e senza pudore strumentalizzano la tragedia.

Negli anni novanta ancora si parlava di Conflitto di Interessi. Ci si domandava se un imprenditore con in mano la maggioranza della comunicazione del Paese potesse anche fare il Presidente del Consiglio o se prima si fosse dovuto liberare di parte del suo potere mediatico. In Italia chi ha problemi di questo tipo per risolverli spesso deve solamente resistere e fare finta di nulla. Così ha fatto Berlusconi: il problema è sempre stato negato, non ha fatto nulla per risolverlo e dopo poco i suoi oppositori se ne sono dimenticati. Succede così che il Tg5 17 anni dopo la discesa in campo del Cavaliere mette in atto una vergognosa strumentalizzazione della tragedia.

Due servizi contro l’amministrazione comunale di Genova. Prima la protesta di un gruppo di cittadini, poi la contestazione su cosa non è stato fatto dal sindaco del capoluogo ligure. E’ facile in questi casi dare sfogo agli istinti più naturali e rabbiosi delle persone. E’ molto meno facile dire che qualcosa non è andato nella gestione complessiva della situazione e che probabilmente nulla si poteva fare.

Guardando il Tg5 mi sono chiesto perché poche settimane addietro nessuno in quello stesso telegiornale ha attaccato Alemanno. Da piemontese conosco fin troppo bene il dramma delle alluvioni: dal 1994 ad oggi almeno in tre occasioni è stata toccata l’emergenza. Il Piemonte ha pagato a caro prezzo le sue vittime e negli anni ha imparato ad affrontare l’emergenza, ma oggi è comunque allerta. Il Presidente della Regione ha invitato a non uscire di casa: perché? Poche settimane addietro sui giornali veniva lanciato l’allarme fondi per frane e alluvioni. Il Governo non può stanziare soldi e la colpa dei danni sarebbe dei sindaci o dei presidenti di Regione?

Ecco cosa mancava nel servizio del Tg5:

“In Piemonte in tagli del Governo mettono in serio pericolo la prevenzione su frane e alluvioni. Un anno fa il Ministero dell’Ambiente aveva garantito alla Regione lo stanziamento di 70 milioni di euro per “interventi urgenti e prio­ritari per la mitigazione del rischio idrogeologi­co”. Lavori che in alcuni casi dovrebbero essere solamente avviati, ma che rischiano di saltare. L’assessore della Regione Piemonte all’Ambiente, Roberto Ravello, ha dichiarato: “Un’ulteriore ridu­zione degli stanziamenti in un settore così delica­to per la sicurezza dei cittadini rischia di esporre il territorio a possibili gravi effetti dei fenomeni naturali. Siamo tutti consape­voli delle difficoltà del momento, tuttavia credo che i tagli lineari non siano una risposta adatta. I problemi sono noti e tutti sanno che i 420mila movimenti franosi che interessano l’Italia non possono essere messi in sicurezza da un giorno all’altro”.

L’onestà intellettuale dovrebbe essere alla base del giornalismo. Potrei aprire una parentesi dedicata al populismo di Beppe Grillo, ma non lo farò…

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