Morti bianche: in Lombardia, Emilia, Piemonte e Sicilia si muore di più

Nessuna flessione: i morti sui luoghi di lavoro aumentano anche quest’anno. La denuncia arriva dall’Osservatorio Indipendente di Bologna Morti sul Lavoro che ha pubblicato oggi i dati aggiornati dal 1 gennaio al 30 settembre 2012.

Nel 2011 le morti bianche, considerando anche i lavoratori deceduti in itinere o sulle strade, erano state 1170 di cui 663 sui luoghi di lavoro e si era registrato un aumento dell’11.6% rispetto all’anno precedente. Nel 2012 la statistica non può confortare: 910 morti bianche nei primi nove mesi del 2012, di cui 468 sui luoghi di lavoro. L’Osservatorio di Bologna smentisce le statistiche uffiali: “In realtà i morti sui luoghi di lavoro salgono tutti gli anni. Le statistiche ufficiali, per ragioni contributive, mettono insieme i morti sui luoghi di lavoro e quelli che muoiono sulle strade e in itinere se si prendessero in esame solo i morti sui luoghi di lavoro le vittime aumenterebbero. Non c’è maggiore attenzione per la prevenzione. Anche tantissimi lavoratori che muoiono in nero risultano “invisibili” e non vengono aggiunti tra le morti sul lavoro. La crisi pesantissima ha prodotto un abbassamento delle tutele sulla Sicurezza, soprattutto in piccole e piccolissime aziende, ed è per questo che nonostante il numero dei disoccupati sia aumentato esageratamente non si assiste anche quest’anno ad un calo consistente di lavoratori che muoiono lavorando” – scrivo Carlo Soricelli, responsabile dell’Osservatorio.

I DATI: Il 33,9% delle vittime sono in agricoltura, di queste la metà schiacciate dal trattore (85 dall’inizio dell’anno). Edilizia 28,% sul totale, in questa categoria quasi il 30% delle morti è causata da cadute dall’alto. Industria 16,1%, quest’anno quasi la metà di queste morti sono state provocate dal terremoto in Emilia. Servizi 5,8%. Autotrasporto 5,1%. Il 3% Esercito Italiano (Afghanistan). Il 2,7% nella Polizia di Stato (tutte le morte causate in servizio sulle strade). Il 13,3% dei morti sui luoghi di lavoro sono stranieri. Eta’ delle vittime: il 4,9% hanno meno di 29 anni, dai 30 ai 39 anni il 14,1%, dai 40 ai 49 anni il 24,48%, dai 50 ai 59 anni il 15,7%, dai 60 ai 69 anni il 9,5%, il 12,8% ha oltre 70 anni. Del 16,5% non siamo a conoscenza del’età.

I DATI REGIONE PER REGIONE: Lombardia ha 57 morti e la provincia di Brescia con 17 morti risulta prima in questa triste classifica assieme alla provincia di Torino, se si esclude la provincia di Modena che ha tantissimi lavoratori morti per il terremoto, come negli ultimi anni Brescia è sempre ai vertici delle province con più morti sui luoghi di lavoro,, Bergamo 7, como, Lecco e Lodi 2, Mantova 5, Milano 5, Pavia, Sondrio 4, Varese 6, Monza 3.
Emilia Romagna 53 morti compresi i lavoratori deceduti sotto le macerie del terremoto del 20 e 29 maggio, province di Modena 17 morti, Ferrara 8, Bologna 8 morti, Reggio Emilia 5 morti, Forlì Cesena e Piacenza 4 morti, Parma 3 morti, Rimini e Ravenna 2.
Piemonte 33 morti,  la provincia di Torino risulta in questo momento con 17 vittime la prima in Italia per numero di morti sui luoghi di lavoro, Cuneo 7 morti, 3 morti,  Alessandria e Novara, 2 morti Asti, 1 morto Verbania e Vercelli.
Sicilia 33 morti, con la provincia di Catania con 6 morti, Palermo e Trapani 5 morti, Agrigento e Messina 4 morti, Caltanisetta 3 morti, Enna Ragusa e Agrigento 2 morti.
Campania 32 morti, provincia di Salerno 12 morti, Avellino 9 morti, Benevento 6 morti, Napoli 4 morti, Caserta 1 morto.
Toscana 30 morti (37 con i morti in mare sulla Costa Concordia affondata sulle coste dell’ isola del Giglio), dei due fratelli del peschereccio affondato al largo di Livorno e di un sub), la provincia Firenze 5 morti, Livorno e Pisa 5 morti Grosseto e Massa Carrara 4 morti, 4 morti Arezzo, 2 morti Lucca, Siena e Prato 1 morto.
Veneto 28 morti con le province di Verona e Treviso 6 morti, Padova 5 morti, Vicenza, 4 morti, Belluno 3 morti, Rovigo 2 morti, Venezia 1 morto.
Abruzzo 22 morti con la province di Chieti con 10 morti, Pescara 8 morti, Teramo 3 morti, L’Aquila 2 morti.
Lazio 21 morti provincia Di Roma 9 morti, Frosinone 6 morti, Viterbo 5 morti, Latina 1 morto.
Puglia 20 morti, provincia di Bari 10 morti, Brindisi e Foggia 4 morti, Lecce 2 morti, Bat 1 morto.
Calabria 18 morti, provincia di Reggio Calabria 5 morti, Catanzaro 4 morti, Cosenza eVibo Valentia 3 morti, Crotone 2 morti.
Trentino Alto Adige 16 morti, provincia di Bolzano 10 morti, Trento 6 morti.
Liguria 15 morti, provincia di Genova 7 morti, Savona 4 morti,Imperia e La Spezia 2 morti.
Friuli Venezia Giulia 12 morti, Pordenone 4 morti, Udine e Gorizia 3 morti, Trieste 2 morti.
Marche 10 morti, provincia di Ancona 5 morti, Macerata 3 morti, Pesaro Urbino e Ascoli Piceno 1 morto.
Umbria 9 morti, provincia di Perugia 8 morti, Teramo 1 morto.
Sardegna 10 morti, 4 morti nella provincia di Nuoro, 2 morti in provincia di Oristano, 1 morto Carbonia Iglesias, Medio Campisano, Ogliastra e Sassari.
Basilicata 6 morti, 4 morti nella provincia di Matera, Potenza 2 morti.
Molise 4 morti, Campobasso 3 morti, 1 morto Isernia.
Val D’Aosta, Aosta 1 morto.

 

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