Quando l’editore si fa pagare per fare scouting

il mio libroSelf-publishing, editoria del deserto! Così Roberto Cotroneo su Sette del Corriere della Sera in edicola venerdì scorso ha voluto mettere in guardia lettori e autori sull’enorme pericolo che la cultura italiana potrebbe correre se prendesse piede anche nel nostro Paese il fenomeno dell’autopubblicazione.

Bei tempi quelli che ci racconta Cotroneo, quando Leonardo Sciascia leggeva i racconti di Alberto Bevilacqua, partiva per Parma e, arrivato a casa del giovane scrittore, si metteva a discutere con la madre dell’esordiente seduto in cucina e sorseggiando un caffè (questo l’ho aggiunto io tanto per mettere un dettaglio in più). Come dice Cotroneo erano altri tempi quelli in cui “Gian Giacomo Feltrinelli mostrava fiero ai suoi lettori Il dottor Zivago o Cent’anni di solitudine“. Molto più nobili, si intenda bene. Oggi, come sostengono gli illuminati dell’editoria, chiunque può autopubblicarsi buttando in giro tanta di quella spazzatura da far venire il voltastomaco e mettendo, addirittura, a repentaglio la propria carriera. Una vera schifezza, a meno che….

A meno che a guadagnarci non sia proprio l’editore, allora in quel caso tutto va bene. Sì perché capita che un grande editore, ad esempio Feltrinelli, lanci un concorso a livello nazionale con la scusa di scovare nuovi autori: il migliore verrà pubblicato. Il concorso si chiama “il mio esordio” ed è uno dei più grandi miraggi per scrittori esordienti.

Andiamo subito al nocciolo. Nella sezione del regolamento del concorso nella quale vengono esposti i parametri per l’iscrizione di un’opera si legge: Possono partecipare al Concorso gli utenti registrati del sito http://www.ilmiolibro.it (nel prosieguo, anche il “Sito”) la cui opera partecipante al Concorso sia stata posta in vendita nella vetrina del Sito. Le procedure per mettere in vendita la propria opera sono indicate sul Sito e nelle condizioni generali di utilizzo del medesimo. Solo successivamente a tale operazione, l’utente avrà facoltà di cliccare sul pulsante “Partecipa a ilmioesordio” e avviare la procedura gratuita di iscrizione della propria opera entro il 6 agosto 2013.

SenzanomeCapito? Semplice! Per poter partecipare con il proprio romanzo ci si deve autopubblicare, ma non basta caricare l’e-book perché si deve stampare almeno una copia del libro attraverso i canali dell’editore che ci guadagnerà una percentuale sopra. Più iscritti ci sono e più ci guadagnerà l’editore. Però in contemporanea  il buon cuore dell’editore è tanto ed in contemporanea lancia una campagna sconti del 40%.. che bravo..

Una domanda per Cotroneo: perché non fare un pezzo sugli editori che chiedono soldi per pubblicare o sui concorsi letterari farlocchi che spillano soldi agli autori? Non sono forse peggio di un giovane autore che, sperando di diventare un grande scrittore, decide di cavalcare un sogno?

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Da qualche tempo ci pensava spesso. Era un’insinuazione che stava invadendo il suo cervello: “Se suicidandomi non posso assicurarmi un posto in Paradiso, tanto vale guadagnarsene uno nei gironi dell’Inferno” – considerava davanti alla tv, poi però non aveva mai avuto il coraggio di farlo. 
Non ci si improvvisa mica. Non è che tra una sigaretta e l’altra fumata sul balcone, si decide di fare un salto giù senza prendere l’ascensore; e neppure si decide di farsi travolgere da un treno durante una passeggiata domenicale lungo i binari della ferrovia.Metodo. Togliersi la vita richiede metodo.

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Un pensiero su “Quando l’editore si fa pagare per fare scouting

  1. Cotroneo ha perfettamente ragione Feltrinelli mette in atto questo gioco sporco con il sito “ilmiolibro,it” non solo mette in competizione gli autori tra loro, ma li rende anche complici ignari di una tortuosa campagna di autopromozione dove ognuno deve commentare e cricare gli altri. Quindi ogni scrittore cerca di accattivarsi più amici e simpatie possibili tra gli altri suoi colleghi creando una serie infinita di passaggi che alla fine arricchiscono solo l’editore e fanno scomparire in un buco nero di commenti fatti per compiacere che nessuno leggerà mai. E, soprattutto, non aiuterà alcun autore a vendere libri.
    Indice inoltre concorsi dentro i concorsi per creare sempre più confusione e competizione.
    La Feltrinelli propone anche campagne promozionali a pagamento (salato) dei libri autoprodotti dagli autori sui propri prodotti Repubblica e L’Espresso.
    Io sono una scrittrice che si autoproduce, caduta nella rete de “Il mio libro” ma ne sono velocemente liberata, appena ho capito come vengono tristemente sfruttati poveracci che sognano di potersi vedere un giorno in vetrina.
    Ora continuo ad autopublbicarmi con altro servizio. I miei libri per contratto dovrebbero essere distribuiti anche dalle librerie Feltrinelli ma, proprio recentemente, una mia lettrice ha ordinato le mie opere presso la libreria Feltrinelli di Bologna e le è stato rifiutato il servizio, adducendo la scusa che l’editore di cui mi servo è troppo piccolo.
    Tutto questo è vergognoso soprattutto perché le critiche vengono proprio da chi fomenta la crescita di aspiranti scrittori tra i quali potrebbe esserci qualcuno veramente dotato, ma destinato a disperdersi nella nebbia della moltitudine di prodotti e sottoprodotti del regresso culturale.

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