Non è una questione di Self Publishing, ma di Advertising

self-publishingQuando l’ho scritto non pensavo di creare tanto interesse dietro un post dedicato al Self Publishing (Il Self Publishing in Italia non funziona: provato sulle mie spalle) e ammetto che la discussione nata sulle varie piattaforme è stata interessante e istruttiva. Cercherò di essere ordinato nel ragionamento, cosa che raramente mi riesce, perché credo che sia necessario darvi alcune risposte.

In primo luogo non credo che Suicidio Culinario possa essere considerato un flop perché a me personalmente sta portando tanto. Con questo lavoro ho dismostrato a me stesso che sono in grado di scrivere un testo più elaborato di un racconto: chi segue questo blog ha capito che ho un debole particolare per le storie brevi, ma in Italia questo è considerato un limite e ho voluto in qualche modo superarlo con questo romanzo. Adesso sono tornato a scrivere racconti. In più diversi addetti ai lavori hanno letto il libro e i giudizi che ho ricevuto mi hanno spesso confortato, ma soprattutto mi sono serviti per correggere alcuni errori.

Sia chiaro: io non scrivo per arricchirmi o per raggiungere record di download, ma credo che un autore (non sono uno scrittore) debba avere l’ambizione di farsi leggere. A chi mi chiede perché non scrivo nel post che il mio libro è un capolavoro rispondo: 1) per pudore; 2) per onestà perché oggi neppure i libri che vendono centinaia di migliaia di copie sono capolavori; io leggo moltissimo e a naso riconosco un bel libro da una schifezza, vi assicuro che ho letto molte storie pessime.

Mi si contesta l’intro del romanzo: è vero, non è un inizio forte. Quando ho finito di scrivere il libro mi sono posto il problema, anche perché io stesso valuto un libro di un autore che non conosco dall’introduzione. Qui le vie sono due però: mantenere un intro nella quale riconosci il tuo modo di intendere una costruzione narrativa oppure cambiarla per attrarre più lettori. Da che parte andare? Io ho optato per la prima via.

Perché non ho inviato il libro ad una casa editrice? L’ho fatto, con questo e con altri testi. Tutte me lo avrebbero pubblicato, ma a pagamento. Mi sono stancato di spendere soldi in manoscritti da inviare a case editrici che facevano proposte editoriali a chiunque esclusivamente per guadagnare facilmente. Come riconoscere un editore in mezzo a tanti tipografi? Non lo so, ma sono anche consapevole che inviare un testo ad una casa editrice seria significa metterlo in un cassetto per almeno un anno: le case editrici hanno tutte, soprattutto quelle piccole, la programmazione delle pubblicazioni già stabilita. E fanno bene. Essendo che non sono Stephen King ho pensato di provare una via che mi avrebbe potuto insegnare qualcosa in più e in effetti così è stato perché oggi ne so più di ieri anche grazie a voi.

Questione qualità. Ho cercato di fornire un prodotto di qualità: copertina fatta appositamente da un bravissimo illustratore; impaginazione e conversione affidata ad una professionista seria e appassionata; distribuzione capillare sugli shop online; è scritto in italiano corretto. Sul contenuto però non garantisco, nel senso che va a gusti: io adoro determinati scrittori e altri li aborro, ma tutti sono grandissimi. Mica posso pretendere che una mia idea possa piacere ai molti (qualcuno mi contesterà questo capoverso per cui rifarsi ai due punti sopra citati).

Non è una questione di Self Publishing, ma di Advertising. Probabilmente è verissimo. Per promuovere il libro online ho sfruttato molteplici profili e pagine facebook; profili twitter; altri social; ho utilizzato questo blog; ho mandato comunicati stampa (da buon giornalista i contatti non mi mancano); ne ho parlato a un botto di gente. Effettivamente non ho sfruttato i blog letterari.

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Per leggere il mio ultimo romanzo “Suicidio Culinario” vai su Amazon o BookRepublic

Amazon: http://www.amazon.it/Suicidio-Culinario-amico-Pesce-ebook/dp/B00DRFZM08/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1372923753&sr=8-1&keywords=suicidio+culinario

BookRepublic: http://www.bookrepublic.it/book/9788868552060-suicidio-culinario-io-e-il-mio-pesce-palla/

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1 commento su “Non è una questione di Self Publishing, ma di Advertising”

  1. Con questo articolo sei riuscito a pubblicizzare il tuo romanzo in modo molto intelligente, quindi hai fatto dell’ottimo social media marketing a costo zero. Mi permetto di citare la mia guida al Self-Publishing per principianti che insegna a creare,auto-pubblicare e promuovere i propri libri per mezzo delle principali piattaforme di self-publishing del momento: http://goo.gl/k78hdA

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