Da pagina facebook a testata giornalistica: quali sono i segreti di Qelsi?

Riccardo GhezziSi tratta di uno dei fenomeni editoriali che il web ha generato, qelsi.it nasce come semplice pagina facebook nel 2010 e nel giro di quattro anni diventa una testata giornalistica online che ha raggiunto picchi di visite incredibili. Alle spalle di questo successo ci sono Silvia Cirocchi, l’auttuale Direttore Editoriale, e Riccardo Ghezzi, il Direttore Responsabile della testata: è a lui che abbiamo chiesto di svelarci il loro segreto.  

Come, perché e quando nasce Qelsi?
Qelsi nasce per caso, perché in origine esisteva solo la pagina facebook “Questa è la sinistra italiana”, una fan page che come scopo principale aveva ed ha quello di criticare con ironia l’operato della sinistra italiana. La pagina facebook è stata creata nel 2010 da una ragazza che ora non la gestisce più, che qualche settimana dopo ha aggiunto come admin Silvia, l’attuale direttrice editoriale. Io sono diventato admin un anno dopo, ma nel frattempo, a gennaio 2011, è nato il blog “Questa è la sinistra italiana” sulla piattaforma overblog. Come detto, per caso: a fine 2010 la pagina ha raggiunto i 10.000 fan e facebook l’ha trasformata in pagina sociale, togliendo la gestione agli admin. Silvia allora ha creato una nuova pagina, con lo stesso nome, e il blog, ritenendo che se la pagina fosse stata gemellata ad un blog facebook non l’avrebbe più potuta chiudere. Quindi in origine il sito avrebbe dovuto essere un semplice strumento funzionale alla pagina. Io ho mandato qualche articolo, l’iniziale successo di visite ci ha incoraggiati ad andare avanti. Ed ora eccoci qua: ad agosto 2011 ci siamo trasferiti su wordpress e lo scorso luglio siamo diventati testata giornalistica registrata in tribunale.

All’inizio in quanti ci lavoravate?
In due, io e Silvia. Presto si è aggiunta una terza collaboratrice. Ma anche oggi lavoriamo in due. Sono solo aumentati gli autori che ci mandano i pezzi. Ad oggi sono circa 60, ma chiaramente non tutti mandano articoli con assiduità, alcuni ne hanno scritti solo uno o due in tutto.

All’inizio era un semplice blog, perché ha avuto così tanto successo?
Ritengo che i motivi siano politici: in rete imperversa l’informazione e la satira schierata con la sinistra e con il Movimento 5 Stelle. I blog e i siti di orientamento centro-destra sono davvero pochi. Per cui rappresentiamo una sorta di nicchia. In teoria avremmo anche un bacino ben più vasto cui rivolgerci, ma su internet il centro-destra non è tanto forte neppure a livello di presenza di utenti.

Oggi Qelsi cosa è?
Oggi Qelsi è due cose: innanzitutto una testata giornalistica, registrata in tribunale da luglio 2013, e non più un blog. E poi una comunità, costruita soprattutto tramite la pagina facebook, che unisce persone che non si riconoscono nello stesso partito ma sicuramente in una determinata area politica, non necessariamente la coalizione di centro-destra così come si è presentata alle elezioni di un anno fa. Un esperimento che per ora sta riuscendo, anche se tutt’altro che facile: il mondo del centro-destra e della destra è più variegato di quel che sembra e su gran parte dei temi e degli argomenti che trattiamo non ha una voce univoca.

Se dovessi individuare un qualcosa che ha perso rispetto agli esordi?
Sicuramente diventando testata giornalistica abbiamo dovuto perdere in “sfacciataggine” e guadagnare in responsabilità, verifica delle fonti, attenzione nel modo di trattare le notizie. Ma personalmente ritengo che sia molto meglio così.

Per raggiungere l’obiettivo di essere tra i 10 blog politici più influenti d’Italia avete dovuto lavorare sodo: come vi siete organizzati?
Citi la classifica di e-buzzing, senza dubbio per noi un dato importante. Ritengo che quella classifica tenga conto anche delle condivisioni sui social network e non solo delle visite sul sito, perché alle nostra spalle ci sono siti che verosimilmente hanno più visite rispetto a noi. Quindi la nostra presenza su facebook e twitter è determinante.

Avete avuto una progettualità?
Diciamo che la nostra linea politica era ed è sempre stata chiara, ora ci siamo posti degli obiettivi in termini di modo di informare, taglio da dare alle notizie, e anche visite da raggiungere. I primi due li abbiamo rispettati, il terzo obiettivo non l’abbiamo raggiunto solo a dicembre. Ma possiamo tirare in ballo le ferie natalizie!

Il ruolo dei social network?
Determinante. Oggi un po’ meno che all’inizio, ma gran parte degli accessi al sito derivano dalle condivisioni su facebook e twitter. Senza i social network, probabilmente avremmo meno della metà delle visite. Anche se, a dirla tutta, in realtà non esisteremmo proprio, essendo nati su facebook.

Più importante facebook o twitter?
Sono due social network molto diversi tra loro. Siamo nati e cresciuti con facebook, ma anche l’apporto di twitter, scoperto da noi molto più tardi, si sta rivelando determinante. A livello di condivisioni degli articoli però non c’è paragone: stravince facebook.

Voi avete un rapporto diretto con in vostri lettori? Se sì perché?
Certamente, credo sia uno dei nostri punti di forza. L’abbiamo proprio grazie ai social network, tramite i quali interagiamo con i fan della pagina facebook, i nostri lettori, gli utenti che commentano gli articoli. Io poi rispondo quasi sempre ai commenti sul sito. Inoltre i lettori spesso e volentieri ci mandano messaggi, o ai nostri account facebook o alla pagina, per suggerirci articoli o argomenti da trattare. Non sempre, purtroppo, riusciamo ad accontentare tutti.
Oggi siete una testata giornalistica: come è avvenuto il salto di qualità?
Era un po’ il nostro sogno. Ma il successo di visite e di interazione con il pubblico ci ha incoraggiati ad andare avanti. E da quando siamo diventati testata abbiamo incrementato la crescita, possiamo essere soddisfatti.

Avete un editore? Lo avete cercato o vi ha cercato?
E’ stata costituita una società che edita anche un’altra testata giornalistica, Sostenitori.info, ma per ora abbiamo sponsor più che un vero editore.

Cosa è cambiato rispetto a prima?
Il modo di trattare le notizie. Cerchiamo di essere più accorti, accurati, evitando di cedere a facili tentazioni di demagogia e populismo. Insomma, vogliamo fare buona informazione. Prima, come blog, puntavamo più al clamore della notizia, oggi puntiamo alla qualità. Non spetta a me dire se ci stiamo riuscendo.

Obiettivi per il futuro?
Personalmente, vorrei già quest’anno incrementare sensibilmente il numero di visite per poter competere con testate molto piu blasonate della nostra. E poi, aumentare ulteriormente la quantità di articoli, con altre due persone che si sobbarcano la stessa mole di lavoro mia e di Silvia. Ci arriveremo quando ce lo potremo permettere!

Un consiglio da dare a un giovane blogger che vuole sfondare sul web?
Pensare che ogni cosa che scrive ha delle conseguenze. Non è vero che il blog è un diario personale. Non è né personale né segreto. E’ uno strumento di comunicazione che può non solo informare, ma anche fomentare. Ogni cosa che scrive il giovane blogger, anche se non giornalista, può avere delle conseguenze e provocare reazioni in chi la legge. Un’informazione sbagliata o non verificata può diventare un errore irrimediabile. Credo che questo sia un consiglio di cui tenere conto ancor prima di fare questa scelta, il resto arriva poi con l’esperienza. Almeno all’inizio, è molto più importante la responsabilità dei risultati. “Sfondare sul web” credo dipenda dalla passione, dal tempo, dalla volontà e dalla bravura naturale.

@gioeleurso1 – redazione@tempestadicervelli.com

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