Il sistema lager e la rassegnazione dei sopravvissuti

lagerIeri sera ho terminato di leggere Se questo è un uomo di Primo Levi, una volta mi dissero che ci si abitua a tutto nella vita: è quello che ho pensato quando ho chiuso il libro.

Nelle pagine del racconto del chimico e scrittore torinese trapelano rassegnazione, disagio e sconforto. Levi mentre scriveva era consapevole del fatto che la sua sopravvivenza fosse figlia della casualità: dall’ingresso nella squadra dei chimici da laboratorio; al probabile bigliettino scambiato durante l’ultima selezione tra lui e un giovane entrato in campo da poco.

Se questo è un uomo ci racconta il sistema lager visto da un sopravvissuto: la borsa, ovvero il mercatino di compravendita dei detenuti; le giornate di lavoro; le regole dell’infermeria; le selezioni in quattro minuti; il rapporto con i civili che lavoravano ai confini del campo; la liberazione da parte dei russi.

Come è possibile che tutto questo sia accaduto?

@gioeleurso1 – redazione@tempestadicervelli.com

————————————————————————————

testata.jpg

Per leggere il mio ultimo romanzo “Suicidio Culinario” vai su Amazon o BookRepublic

Amazon: http://www.amazon.it/Suicidio-Culinario-amico-Pesce-ebook/dp/B00DRFZM08/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1372923753&sr=8-1&keywords=suicidio+culinario

BookRepublic: http://www.bookrepublic.it/book/9788868552060-suicgidio-culinario-io-e-il-mio-pesce-palla/

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...