Il diritto all’oblio intacca la libertà del web?

oblioNon è un problema che si pongono in molti, ma sapere di avere a disposizione uno strumento per difendere la propria reputazione online è comunque confortante. Di cosa stiamo parlando? Della novità introdotta da Google, ovvero la possibilità di rimuovere dal motore di ricerca del colosso digitale informazioni personali irrilevanti o sbagliate.

Google, dopo la sentenza della Corte di Lussemburgo che ha stabilito che in base alla legge europea gli individui hanno il diritto di controllare i propri dati privati, ha messo online un modulo con il quale si può richiedere la rimozione delle proprie informazioni private. Il modulo lo trovate CLICCANDO QUI SOPRA.

Qualcuno storce però il naso. Sull’Huffingtonpost ad esempio si può leggere: “Allo stesso tempo, la possibilità di intervenire su Internet, la sede dell’espressione libera e democratica per eccellenza, potrebbe presentare dei rischi“. Io dissento. Mark Twain diceva: “Esistono leggi per proteggere la libertà di stampa, ma nessuna che faccia qualcosa per proteggere le persone dalla stampa“.
Nel caso del web le parole dello scrittore statunitense sono ancora più vere perché su internet le regole non esistono, proprio perché viene definito il luogo della libertà. Quanti sono i casi di bufale che girano sul web? Quali strumenti abbiamo per combatterli? Da oggi ne abbiamo uno in più!

@gioeleurso1 – redazione@tempestadicervelli.com

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