Io discriminato perché non cattolico non voglio il presepe nelle scuole

salviniSono cresciuto in una famiglia cristiana, ma non cattolica. Non ho mai festeggiato il Natale perché non era una ricorrenza prevista dalla credenza religiosa dei miei genitori. A scuola non ho mai frequentato l’ora di religione; durante le elementari, ogni anno, ho iniziato e finito per 5 volte il Pinocchio di Collodi.

Caro Matteo, da piccolo sono stato un bambino italiano religiosamente discriminato. Lo Stato italiano che avrebbe dovuto difendermi, oltre che garantirmi istruzione ed educazione, ha messo in evidenza  davanti agli occhi dei miei coetanei differenze, dal mio punto di vista trascurabili, che in certi momenti sono state un peso vero. Perché altri bambini devono subire questo stesso trattamento?

Crescendo la religione l’ho messa da parte, adesso la reputo un fenomeno da osservare con attenzione. Non mi faccio condizionare da quelle che reputo credenze utili solo a chi cerca risposte a domande troppo complesse attraverso la fede. Rispetto però i credenti e stimo l’abnegazione con la quale affrontano il percorso religioso ogni giorno, ma non faccio distinzione di credenza. Un cattolico ha lo stesso valore di un buddista, di un valdese, di un islamico o di un testimone di Geova.

Caro Matteo, ecco perché ti scrivo. Ho letto che a Bergamo hai vinto tu, alla scuola De Amicis è arrivato Gesù bambino dentro alla capannina ed è pure nelle classi. Sai, io penso che la tua vittoria sia la sconfitta di uno Stato laico che si deve piegare all’arroganza di gente che vuole imporre il proprio pensiero. Il problema non sei tu perché fai solamente quello che è più utile a prendere voti; il problema è la nostra cultura. Probabilmente non riusciamo ad accettare che ci sono persone che la pensano diversamente da noi e che a casa nostra possiamo fare quello che ci pare, ma dentro gli istituti pubblici no.

Tu sai che in Italia ci sono 8.419.650 cittadini che non sono cattolici? A questi cittadini vuoi imporre la tua fede religiosa a ogni costo? Io per anni ho dovuto sopportare icone religiose che non mi rappresentavano appese ai muri di luoghi che non erano chiese o luoghi di culto. Perché? Sia chiaro, seppur io sia un non credente convinto, nelle chiese cattoliche entro molto volentieri perché le reputo degli splendidi luoghi d’arte, ma se mai dovessi avere un figlio non vorrei che fosse costretto a subire la discriminazione che ho dovuto subire io.

A scuola l’ora di religione è fondamentale, ma cambiamola: facciamo in modo che quell’ora sia un momento di conoscenza reciproca. Si può fare? Vogliamo includere o imporre?

Twitter: @gioeleurso1

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