Sei italiani su dieci non leggono nemmeno un libro l’anno

leggereSei italiani su dieci non leggono nemmeno un libro l’anno, questa la stima che è stata presentata al Seminario di perfezionamento della scuola per librai Mauri. È da questo dato che parte la missione dell’Associazione Italiana Editori, lanciata in occasione della Giornata del libro che si terrà domani.

#Ioleggoperche è l’hastag che è stato scelto per l’occasione, e Twitter già in passato si è rivelato un ottimo alleato di scrittori ed editori. Molti si ricorderanno la campagna social #UnLibroèUnLibro grazie alla quale è stato possibile equiparare l’IVA degli ebook a quella dei libri cartacei, ovvero al 4%.

Come racconta oggi il quotidiano La Stampa, domani alcuni volontari saliranno sui treni per pendolari e cercheranno di stuzzicare la curiosità dei viaggiatori offrendo loro libri d’autore. Un modo per cercare di incentivare la lettura. Interessante l’analisi che viene proposta dagli editori: gli italiani non leggono anche per paura. Il libro incuterebbe timore. L’editore, lo scrittore e il libraio dovrebbero essere in grado di trasmettere il bello della narrativa, quell’ingrediente affascinante che rende di ogni libro un’esperienza unica. Meno snobismo.

Lo scrittore, come faceva notare il Corriere della Sera qualche settimana fa, sta uscendo dal suo studio per entrare nella piazza virtuale. I social network sono il mezzo più diretto per fare conoscere i propri lavori, il proprio pensiero e il proprio essere. Grazie ai social si può cercare di instaurare un rapporto umano tra scrittore e lettori.

Se non assaggi come fai a dire che non ti piace?” – non basta arricchire gli scaffali e preparare delle belle bancarelle, bisogna far venire l’acquolina in bocca a chi non legge.

Twitter: @gioeleurso1

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1 commento su “Sei italiani su dieci non leggono nemmeno un libro l’anno”

  1. Giovanna scrive: A mio avviso una buona parte di responsabilità è degli insegnanti che danno una lista di libri a Giugno , libri scelti da loro secondo (orrore!) il valore pedagogico di ciascuno di essi. Nella maggior parte dei casi gli insegnanti stessi ne hanno letti, a andar bene, due o tre. Si dovrebbero promuovere seminari diretti solo ai NON LETTORI. Credo che essi stessi ci faranno capire qual è la via buona per far loro provare l’immenso piacere, divertimento, conoscenza, commozione, indignazione e così via. Può darsi che se questo sarà fatto in molte scuole e in molte città da quattro su dieci forse i lettori diventeranno cinque e perché no, sei!

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