Giornalismo, in Piemonte al lavoro per una nuova legge regionale sull’editoria

Al più presto un tavolo per adeguare la legge sull’editoria della Regione Piemonte. L’annuncio è stato dato da Sergio Chiamparino dopo il confronto che si è tenuto venerdì scorso tra associazioni di categoria e consiglieri regionali. Per i sindacati questo è “un primo e importante passo per assicurare un futuro stabile a un settore oggi in crisi profonda“.

La legge regionale sull’editoria del 2008, che nel momento della sua approvazione conteneva elementi avanzati, richiede oggi un aggiornamento profondo” – ha dichiarato Stefano Tallia, Segretario Associazione Stampa Subalpina – “Se le risorse a disposizione dell’ente pubblico non sono molte, crediamo che queste debbano andare a premiare quelle aziende che scommettono sul loro futuro, attraverso progetti innovativi credibili e verificati.
Editoria locale ed emittenza radiotelevisiva hanno esigenze diverse, ma è necessario creare le condizioni perché, superata l’emergenza, le imprese abbiano una sostenibilità economica propria e la loro sopravivenza non sia vincolata all’esistenza di finanziamenti pubblici. Sappiamo bene che per radio e tv locali è indispensabile anche l’aggiornamento della normativa nazionale, ma è un problema questo che la Federazione della Stampa ha già portato all’attenzione del Governo“.

I sindacati hanno chiesto che l’adeguamento della legge regionale apra una corsia preferenziale a chi rispetta le regole nell’applicazione dei contratti, nel pagamento di contributi e stipendi. “Siamo consapevoli che su questi temi il confronto con una parte degli editori non sarà semplice, ma la libertà dell’informazione si difende anche tutelando le prerogative di indipendenza dei giornalisti, garantite nei contratti sottoscritti dal loro sindacato di riferimento” – ha concluso il Segretario Associazione Stampa Subalpina.

Twitter: @gioeleurso1

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Un pensiero su “Giornalismo, in Piemonte al lavoro per una nuova legge regionale sull’editoria”

  1. Il problema non sono i finanziamenti, ma l’investimento sbagliato degli stessi. Mai sentito di rilancio del settore delle vendite? Di ammodernamento della rete attraverso, non so, un finanziamento girato dagli editori ai punti vendita?

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