Video per il web: evitate accozzaglie di immagini; pensate allo storytelling

Vai al concerto? Pubblichi il video! Vai allo stadio? Pubblichi il video! Sei alla manifestazione? Pubblichi il video! Oggi, grazie alle nuove tecnologie e ai social network, tutti possono condividere il video di un evento con facilità! Ma tu che realizzi contenuti per il web puoi permetterti di fare allo stesso modo?

Non parleremo di tecniche di ripresa, anche perché io non avrei le competenze per farlo; parleremo dello Storytelling applicato alla produzione di video per il web.

Partiamo da un presupposto: il video per essere apprezzato dagli utenti deve raccontare qualcosa. È per questo che ci sono diversi tipi di produzioni: i video che mirano a informare e quelli che invece mirano a intrattenere. La galassia è enorme. In entrambi i casi però il video deve raccontare qualcosa!

Lo Youtuber che qualche anno fa intratteneva il proprio pubblico con le recensioni di giochi o film, raccontava loro qualcosa che avevano interesse ad ascoltare; il giornalista che pubblica l’intervento di un personaggio famoso durante un evento pubblico sta raccontando qualcosa.

Oggi ci concentreremo sui video che servono a raccontare un evento o un fatto. Si tratta di uno strumento che chi realizza contenuti per il web deve assolutamente imparare a maneggiare. Il giorno che saremo chiamati a raccontare una conferenza stampa, una convention, un seminario, la presentazione di un prodotto o una manifestazione dovremo essere pronti. L’esempio che utilizzeremo sarà quello della manifestazione perché uno vale l’altro; la tecnica è la stessa.

Non basta dunque accendere la telecamera, o il telefonino, puntare l’obiettivo e schiacciare play. Se per raccontare una manifestazione metterò una in fila all’altra alcune immagini, anche curiose, ma senza offrire una chiave di lettura all’utente non avrò fatto un buon lavoro perché mi sarò limitato a pubblicare quelle che in televisione vengono definite “immagini di copertura“. Ovvero riprese che solitamente servono per arricchire il video principale mostrando i dettagli di quel che viene raccontato.

Un buon video deve dunque raccontare qualcosa; offrire una chiave di lettura; avere un filo logico e una narrazione. Se dunque ci trovassimo alla manifestazione di prima dovremmo: girare alcune immagini utili a contestualizzare l’evento; effettuare una serie di interviste ai manifestanti; realizzare un intro che introduca l’utente alla storia. Sembra banale, ma se guarderete un po’ di video online vi renderete conto che tanto banale non è. Attenzione: questo non è solo giornalismo, questa è narrazione.

Quello che vi riporto a questo link è il video di una passeggiata in montagna che ho effettuato questa estate: https://www.facebook.com/gioele.urso/videos/vb.1199427107/10206038454739301/?type=2&theater. Avete fatto caso? Sono presenti gli elementi di cui vi parlavo prima: intro, interviste, narrazione e contestualizzazione.

Che ne pensi? Sei d’accordo con me oppure faresti diversamente?

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