Fassina e quella banalità sui ballottaggi che manda in ansia Renzi

Se ascoltassimo le dichiarazioni di Stefano Fassina solo con le orecchie dell’osservatore imparziale e non con quelle dei tifosi da stadio, scopriremmo che non ha detto nulla di folle e adesso vi spiego perché!

Partiamo dalla dichiarazione originale: «Col PD di Renzi siamo alternativi; con loro c’è un confronto, ma c’è anche competizione» – e poi su un ventuale appoggio a un candidato grillino durante un ipotetico ballottaggio, Fassina specifica che questo potrebbe avvenire «Se sul piano programmatico fosse più compatibile con la nostra idea di sviluppo di una città».

Fassina non ha mai aperto al Movimento 5 Stelle perché ha detto una cosa diversa: ha detto che il sostegno di Sinistra Italiana durante un eventuale ballottaggio andrà al candidato sindaco o Premier con il programma più in linea con quello presentato dalla nuova formazione composta da ex dem, ex SEL, ex tutto.

Spiace dirlo, ma anche questa volta Fassina ha detto una banalità. È ovvio che chi è uscito dal PD non sostiene il PD a prescindere, perché altrimenti sarebbe rimasto nel PD a fare la vita comoda. Sbaglio?

A spiegare bene il concetto è Alfredo D’Attorre che a Repubblica TV prima della presentazione del nuovo gruppo parlamentare al teatro Quirino a Roma ha dichiarato: «Dove il PD capisce che senza di noi si perde è evidente che dovrà mettere in campo candidati e progetti alternativi che guardino al centro-sinistra. La politica, in particolare con Renzi, è anche un rapporto di forza».

Qui il video con le dichiarazioni il giorno della presentazione del nuovo gruppo parlamentare: http://video.repubblica.it/embed/politica/nasce-sinistra-italiana-fassina-bersani-si-illude-pd-ormai-e-la-destra/217613/216809&width=570&height=321

Le domande che a questo punto sorgono sono due:

  1. possibile che, per Sinistra Italiana, il PD possa avere programmi di governo più distanti di quelli del Movimento 5 Stelle?
  2. il nuovo soggetto a sinistra vuol fare la voce grossa in nome dei rapporti di forza, ma percentualmente quanto vale?

È evidente che Sinistra Italiana si candida a fare l’ago della bilancia e lo può fare in virtù del famoso errorino di Renzi: l’inserimento del ballottaggio nell’Italicum! E nel caso in cui le amministrative del prossimo anno dovessero andare male per il PD i rapporti di forza cambierebbero radicalmente.

Sui contenuti dei programmi meglio non discutere: ci si domanda chi tra M5S e democratici sia più vicino a Sinistra Italiana, già questo è un problema!

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