«Una provocazione contro l’idolatria dei Marò». Parla l’artista scandalo di Paratissima

Paratissima è finita, ma in realtà è ancora in mezzo a noi. Il merito è della polemica innescata in Consiglio comunale a Torino da alcuni esponenti della minoranza rispetto all’esposizione di un’opera sui due (non tre come sostiene il presidente della Regione Liguria) Marò realizzata dall’artista italo-argentino Javier Scordato. Cosa voleva raccontare? Perché? Cosa pensa delle polemiche? Ecco le sue risposte!

maròHa fatto tanto scalpore l’opera sui due Marò che hai esposto durante Paratissima, partiamo dal senso dell’opera: cosa volevi raccontare?

«La mia intenzione era quella di pungolare l’opinione pubblica con una provocazione artistica e trash volta a infastidire lo scandaloso atteggiamento idolatrico di gran parte degli italiani nei confronti di due connazionali dal profilo alquanto discutibile (giacché, nonostante essi siano pretestuosamente considerati a tutti gli effetti innocenti per il solo fatto di essere degli italiani in divisa, sono di fatto gli unici due indiziati di omicidio nel controverso caso dell’Enrica Lexie) mettendo in risalto un aspetto che per molti passa purtroppo in secondo/terzo/ultimo piano e cioè quello riguardante le vere vittime di quella tragica vicenda, ovvero i due disprezzati pescatori del Kerala fatti passare per terroristi e fucilati al largo delle coste indiane (cosa di cui appunto pare non fregare niente a nessuno)»

Come nasce l’idea dell’opera?

«Nasce dal fastidio provato nel constatare quanto razzismo e cieco nazionalismo brulichi ancora in questo paese, ma anche dal forte attaccamento che ho nei confronti del popolo indiano, che amo e che stimo/rispetto profondamente»

marò2Ti aspettavi tutte queste polemiche?

«Devo ammettere che non mi sarei mai immaginato che il signor Marò-ne di Fratelli d’Italia abboccasse come uno sciocco al richiamo del mio banale amo (prestandosi volontariamente a far da megafono ai contenuti che volevo esprimere) e, ancor di più, non mi sarei mai immaginato che il signor sindaco, a sua volta, consentisse a Marò-ne di dimostrare pubblicamente quanto per entrambi sia importante continuare a manifestare indifferenza e disumanità nei confronti delle persone uccise e delle loro famiglie, che ancora non hanno ottenuto giustizia. Mi sarei tutt’al più aspettato qualche sfregio da parte di qualche offeso visitatore, questo sì, invece devo constatare che il pubblico di Paratissima si è dimostrato molto più evoluto culturalmente di questi due nostri rappresentanti istituzionali»

Come giudichi le posizioni che sono state assunte?

«Trovo preoccupante che (nonostante le belle apparenze), invece di impegnarsi ad estendere la sfera dei diritti, ad alcuni nostri politici interessi restringere le tutele democratiche. Il signor Fassino, che appena qualche mese fa si recò a Parigi per manifestare piena solidarietà alle vittime del violento fanatismo che tentò di imbavagliare i vignettisti di Charlie Hebdo (il cui lavoro spesso venne giudicato offensivo e di pessimo gusto), ora non spende nemmeno mezza parola per sottolineare l’importanza del diritto alla libertà di pensiero per tutti anche quando esso non è espressione della maggioranza dei cittadini. La sua netta presa di distanza nei confronti del mio operato, in tandem con il pensiero di Marò-ne, sembrerebbe voler dire che a Torino questo diritto non ha né peso né valore. Se nemmeno in una manifestazione artistica si è liberi di esprimere dissenso, allora significa che anche qui sta calando una preoccupante coltre di censura fondamentalista. Che Marò-ne e i suoi piccoli Fratelli d’Italia – che oltretutto concepiscono l’arte come mero/innocuo accessorio d’arredo – facciano di tutto per velocizzare questo preoccupante processo censorio non sorprende nessuno. Che lo faccia il primo cittadino di una città come Torino, dirigente di un partito che si definisce “Democratico”, beh, personalmente lo trovo alquanto sconcertante… e colgo l’occasione per lanciare pubblicamente un allarme. E infine mi spiace molto che il signor Nespolo (schieratosi pubblicamente con Fassino) abbia considerato la mia opera una provocazione fuori luogo, superficiale, ironica e fine a se stessa (come spesso l’arte contemporanea propina/divulga)»

Immagino che tu non sia solo l’opera sui Marò e che non possa rappresentare tutto il tuo senso artistico: vuoi raccontarci chi sei e cosa fai?

«Non essendo un esibizionista in questo momento mi interessa focalizzare soprattutto il senso della mia azione, visto il clamore che ha suscitato. Ti ringrazio per avermi permesso di poterlo fare nel tuo spazio. Per ciò che riguarda la mia persona posso dire di essermi sempre battuto, nel mio piccolo, a difesa dei diritti degli ultimi (umani e non), impegnandomi nella sfera privata e nel sociale. Artisticamente faccio parte di un collettivo multietnico in prevalenza albanese (Groshgrup) che riflette sui temi dell’inclusione, dell’accoglienza e dell’identità culturale attraverso l’uso di molteplici linguaggi espressivi e di un collettivo composto da ex compagni di liceo (Bis-Cottini) riunitisi per reagire al degrado dell’edificio (in Via Demargherita a Torino) che negli anni ’70 e ’80 è stato incubatore di disegnatori, pittori, scultori, grafici, restauratori, architetti, scenografi e inguaribili sognatori»

Per conoscere meglio l’artista vi propongo alcuni link utili:

GROSHGRUP (attivo dal 2009) la cui ultima opera “profaNazione di confini” è stata selezionata per partecipare alla mostra speciale “Cross The Border”, curata da Claudia Francisetti e Laura Carnemolla, che ha vinto il Premio NICE come miglior mostra curata di Paratissima:
http://www.groshgrup.net/blog/
http://www.groshgrup.net/lavori/profaNazione.html
https://www.facebook.com/GROSHGRUP-159749071431/

Bis-COTTINI (attivo solo da quest’estate) che ha partecipato a Paratissima con un’opera che ha emozionato molti visitatori (“Sine Die”):
https://www.youtube.com/watch?v=UOZEUFWhpcw
https://www.facebook.com/groups/1466146277036391/

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