Scrivere nonostante tutto! Scrivere nonostante gli italiani!

Scrivere nonostante tutto! Ogni tanto un post introspettivo è necessario per comprendere il senso di quel che stiamo facendo, perché per scrivere bene è necessario farlo a prescindere! Una riflessione che nasce dal fatto che per un mese buono non ho aperto il file sul quale sto scrivendo il mio romanzo. A un certo punto mi sono chiesto il perché di quella ostinazione a non scrivere e mi sono dato questa risposta!

La nostra è una generazione alla quale non è stato concesso il privilegio della visione. E attenzione che non mi riferisco solo a me e a te che parliamo in continuazione di scrittura; mi riferisco anche a chi pratica tutte le altre forme di comunicazione, ma anche a chi fa il commerciante o l’avvocato. Noi siamo destinati a fare e a non avere successo (a meno che tu non abbia registrato in rubrica un numero di una persona che conta veramente).

È stata una sera di poco più di un mese fa che mi è caduta la “demotivazione” addosso. È successo quando cazzeggiando su facebook mi sono trovato davanti a un’intervista registrata a Torino durante la presentazione di un libro che si è tenuta dentro una grossa libreria. Gli autori del libro due Youtuber di successo; la libreria imballata; apoteosi e urletti. I due raccontavano di aver scritto il libro in meno di un mese e praticamente su commissione dell’editore.

Minchia (si ho detto proprio minchia), io è da più di un anno che lavoro a un testo che non so se troverà mai un editore disposto a scommetterci sopra, che non avrà mai una distribuzione capillare come quello di quei due ragazzi, che se verrà pubblicato non imballerà mai la libreria strafiga di Torino. Onesto (una mia ex compagna odiava quando dicevo “Onesto?”), mi sono chiesto perché continuare a scriverlo.

Sia chiaro: i due ragazzini fanno bene e devono continuare a percorrere la loro strada individuando la metamorfosi adatta alla maturazione, che prima o poi dovranno affrontare se non vogliono sparire. Però è lecito chiedersi se valga ancora la pena scrivere in un contesto editoriale del genere e in un Paese che segue solo le mode e i tormentoni da web.

Poi ieri ho visto che Mary Stuart, una fotografa romana che immortala i piatti da cucina sotto la cornice delle sue tette, ha pubblicato un ricettario fotografico e ho capito. Ho capito quando ho letto che i proventi del suo ricettario saranno devoluti in benificienza a la LILT per sostenere la ricerca per la lotta contro i tumori al seno.

Ho capito che siamo una generazione alla quale non è stato concesso il privilegio della visione, ma siamo anche una generazione di fenomeni! Ho capito che per troppo tempo abbiamo commesso l’errore di dare fiducia a persone delle quali ci fidavamo e che in buona fede ci dicevamo che nulla era possibile perché non riuscivano a vedere oltre i vecchi schemi che per anni li avevano confortati! Ho capito che siamo in grado di cambiare e di adattarci in un contesto difficile, ma come noi solo in pochi altri! Ho capito che in qualche modo dobbiamo sfruttare il fatto di aver capito che il nostro valore può essere veicolato attraverso la leggerezza della quale hanno bisogno.

Io ve lo dico (e in realtà ve lo ripeto perché lo avevo già scritto): voi scrivete, ma loro non capiscono! Quando vi mettete davanti al pc o al quaderno ricordate che il 47% degli italiani è un analfabeta funzionale!

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