Cosa insegna la pubblicità del Buondì Motta a chi fa comunicazione?

Lo ammetto candidamente, io la prima volta che ho visto la pubblicità del Buondì Motta mi sono messo a ridere. E ammetto anche di non aver capito il senso delle polemiche contro quella pubblicità. A dire il vero sono rimasto allibito ed è chiaro che in questo Paese abbiamo un problema. Vi dico quale.

Il nostro non è solo un problema di contenuti, sempre più assenti, ma è anche un problema di strumenti. Chi polemizza su quella pubblicità molto probabilmente non ha gli strumenti necessari per comprenderla. Non manca solo di ironia (cosa che ormai è comune a troppe persone), ma anche di qualche nozione spicciola, oserei dire da bar.

Si tratta di una pubblicità irriverente, paradossale, eccessiva, che prende in giro un modo di essere, un modo di fare pubblicità, un tipo di narrazione. Il copy non vincerà mai premi per questa produzione, ma il suo lavoro lo ha fatto benissimo.

Se è vero che uno degli obiettivi della comunicazione è far parlare del prodotto, lui ci è riuscito, ma ha anche sollevato un problema enorme di questo Paese: ci prendiamo troppo sul serio. Non siamo più in grado di ridere di noi stessi. Eccediamo di perbenismo.

L’eccesso di perbenismo ha anche portato alla messa in ridicolo del politicamente corretto che invece è una cosa serissima. E comunque attenti che perbenismo e politicamente corretto non sono affatto la stessa cosa.

Il perbenismo è una cosa dannosa. Da dizionario è “l’ossequio, spesso ipocrita, alle norme convenzionali del vivere”. Il politicamente corretto invece è la “condotta, comportamento, modo di dire improntato al pieno rispetto dell’identità politica, etnica, religiosa, sessuale, sociale”. 

Io sono per il politicamente corretto e non sono per il perbenismo. Chi polemizza sulla pubblicità della Motta è un perbenista. E in tutta questa faccenda il politicamente corretto non svolge alcun ruolo.

Quindi, cosa insegna la pubblicità del Buondì Motta a chi fa comunicazione? Chi fa comunicazione deve essere politicamente corretto perché il rispetto delle altre identità è fondamentale, ma non deve farsi legare dalle maglie del perbenismo.

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