Un referendum come quello greco in Italia: ma sei matto?

Sono stanco, è dalle 5 di questa mattina che sono sveglio, sono avvilito per come il nostro Paese sta lentamente andando a rotoli, ho voglia di dormire e di leggere, ma allo stesso momento provo una fortissima voglia di dire a Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, un paio di cose. Ovviamente, nella consapevolezza che non le leggerà mai e non mi risponderà mai.

Presupposto di partenza. Dopo aver letto della decisione del primo ministro greco di indire un referendum per decidere se applicare oppure no le norme richieste dall’unione europea, Ferrero (anche Diliberto che si è svegliato dal torpore degli ultimi 3 anni) ha lanciato la proposta: “Anche noi, dai anche noi”

Ma io dico, siamo impazziti? Partiamo dal punto cardine della questione: dicono che lo si faccia per la democrazia. Non è vero. Lo si fa per altri motivi in Grecia, sicuramente non per la democrazia. La Democrazia, quella con la D maiuscola, è quella che si prende la responsabilità di decidere. Qualcuno di voi si ricorda chi scelse il popolo tra Gesù e il ladrone? Hitler fece un golpe o fu eletto? Berlusconi è entrano di notte a Palazzo Chigi o per 17 anni è stato votato? Il popolo non sempre sceglie il bene del Paese, spesso sceglie il bene che crede migliore per se stesso.

Di Ferrero ho apprezzato vederlo in Liguria a lavorare in mezzo al disastro, un po’ meno la fascetta rossa al braccio. Io l’ho vista un po’ come: la fascetta indica che sono dei comunisti, indi per cui tra poco che voteremo barra Falce e Martello. No cazzo, non si fa così. Le cose si fanno in modo disinteressato e così facendo sarai ripagato lo stesso.

La sinistra di oggi non sa proporre soluzioni credibili. Dopo Berlinguer alla sinistra è mancata solo una cosa: gli uomini. Andrei avanti, ma mi fermo qua. Tra poco si andrà a votare ed i comunisti rimarranno fuori dal Parlamento perché sono poco credibili (oltre al fatto che a lavorare negli ultimi 3 anni è stato il solo Ferrero, mentre qualcuno stava a farsi i fatti suoi ed a divulgare qualche nota ogni tanto).

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La vera storia della Marijuana

Un amico ieri sera discutendo mi ha fatto vedere questi tre video. Sono molto interessanti. Ti spiegano le diverse e svariate funzioni della pianta della Canapa. Uno spunto di riflessione dal quale ognuno può partire per fare delle riflessioni personali.

Video 1 di 3

Video 2 di 3

Video 3 di 3

Ichino e l’Art.18: come voleva cambiarlo il PD?

Anche questa mattina il dibattito politico italiano è animato dalle norme che il Governo ha promesso di attuare per rilanciare lo sviluppo economico del nostro Paese. L’Unione Europea attende con ansia l’attuazione dei provvedimenti ed i sindacati, ma anche buona parte dei lavoratori italiani, si sono accesi nella contestazione. Questi provvedimenti sono stati in grado dopo anni di unire il fronte Cgil-Cisl-Uil nell’indignazione.

Oggi il Ministro del lavoro Sacconi lancia l’allarme terrorismo come frutto di una tensione sociale sempre più crescente. Non credo che si sia già a quel punto, ma sono rimasto colpito dall’intervento su Libero di Pietro Ichino, senatore PD che già in passato propose una sostanziale modifica dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Sacconi ha aperto ad un dialogo con Ichino.

Come vede Ichino il nuovo Articolo 18? Il senatore democratico nel 2009 ha presentato un disegno di legge (il 1873) che prevedeva un “contratto unico di inserimento a tempo indeterminato con protezioni crescenti per il lavoratore (eccetto i contratti con contenuto formativo, i contratti a termine per le sostituzioni stagionali o temporanee). Era prevista la protezione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per i licenziamenti disciplinari ingiustificati, ma non per quelli legati a motivi economici e organizzativi. In questo caso scatta l’indennità pari ad un mese per anno di anzianità, oltre al trattamento complementare di disoccupazione a carico dell’impresa, su modello scandinavo”. (da Il sole 24 ore)

La proposta di Ichino non ebbe corso parlamentare e Francesco Rutelli il 10 novembre 2010 fece approvare una mozione che impegnava il Governo a procedere nella direzione indicata da Ichino. Alcuni esponenti del PdL non votarono la mozione. La proposta di Ichino oltre che ridurre la frammentazione del mercato del lavoro eliminando le svariate tipologie di contratti, prevedeva anche maggiore flessibilità in uscita per il lavoratore.

Sempre da Il sole 24 ore: “Sulla flexicurity i partiti di opposizione sono ancora più attivi. È firmato da Anna Finocchiaro e Tiziano Treu il disegno di legge 1110 che riguarda l’indennità di disoccupazione per tutti i lavoratori (è una delega al governo) pensato proprio per allargare le tutele a chi non ne ha con un sistema omogeneo, riducendo i tempi della cassa integrazione. Sempre Treu, insieme ad altri esponenti del Pd, ha firmato il disegno di legge 2419 che riguarda misure per favorire l’ingresso delle donne e dei giovani nel mondo del lavoro. Per le donne si prevedono agevolazioni fiscali a chi assume. Per i giovani si distinguono i casi dei cosiddetti drop out (emarginati) che hanno bisogno di formazione professionale per entrare nel mercato del lavoro; invece si prevedono incentivi per chi assume giovani laureati e precari, oltre a benefici per il lavoro autonomo”.

In Italia parlare di norme che aiutano il licenziamento è sempre pericoloso anche se vengono previste anche norme a tutela del lavoratore. La riforma del lavoro Biagi fu studiata per migliorare il mondo del lavoro e magari sulla carta aveva anche le potenzialità per farlo, ma l’applicazione di essa ha distrutto il mercato del lavoro del nostro Paese.

Anche questa proposta di Ichino potrebbe sulla carta migliorare il mercato del lavoro, ma l’applicazione pratica chi ci assicura che non lo distruggerà ulteriormente?

Gaetano Scirea vicino allo Juventus Stadium

Via Gaetano Scirea trasloca da zona Mirafiori Sud a Torino. L’attuale Corso Grande Torino, davanti al nuovo impianto sportivo della Juventus F.C., verrà intitolato a Gaetano Scirea. A stabilirlo è stata ieri pomeriggio la conferenza dei capigruppo del Comune di Torino.

All’incontro che si è tenuto ieri pomeriggio ha partecipato anche il presidente della Juventus Andrea Agnelli: “Sono soddisfatto della decisione presa dal Consiglio comunale – ha dichiarato Andrea Agnelli – di intitolare il corso davanti alla nostra nuova casa a Gaetano Scirea, campione del mondo e simbolo di sportività e lealtà”.

La decisione verrà approvata il prossimo 8 novembre dalla Commissione Toponomastica del Comune di Torino.

A forza di urlare a prescindere non ha perso credibilità?

“A ‘MI MANDA RAI TRE’ IL DIBATTITO E’ DIVENTATO UN AGGUATO CONTRO VIRANO: NECESSARIO UN INTERVENTO DELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA PER DIRE BASTA A UN GIORNALISMO CHE TRADISCE LA NATURA DEL SERVIZIO PUBBLICO”.

Chi lo ha detto? Tutti coloro che negli anni hanno seguito la questione Tav avranno una sola risposta: l’Onorevole Stefano Esposito. L’uomo che negli anni si è ritagliato il ruolo di immagine dei Si Tav oggi si scaglia contro la tv pubblica.

Due domande:

  1. – perché Esposito è così integralista nel difendere la Tav?
  2. – a forza di scagliarsi contro chiunque parli male della Tav a prescindere rimane una voce credibile?
Per puro dovere di cronaca prima della questione Tav dell’Onorevole Esposito si sapeva poco o nulla…

La Tav ha oscurato i problemi del Paese

La Tav, purtroppo, ha oscurato i veri problemi della nostra regione e più in generale del Paese. La mia vuole essere una provocazione che argomento con un piccolo ed incompleto elenco:

  • – Pininfarina, 127 mobilità
  • – Lear, 464 esuberi
  • – Alenia, 1180 esuberi
  • – Wagon Lits, 65 esuberi
  • – Hotel Jolly, 37 esuberi (Torino)
  • – ex Bertone, terzo anno di cassa integrazione per 1077 dipendenti
  • – Fiat Mirafiori, per 5000 dipendenti circa la cassa si prolungherà ancora di un anno
Queste sono solo alcune delle situazioni tragiche che coinvolgono i lavoratori piemontesi, ma molti sono impegnati a discutere solamente di Tav. La lotta alla Tav può essere giusta o sbagliata, non entro nel merito, ma è disastroso che anche i militanti più accesi di quelli che sono i partiti eredi del PCI si siano dimenticati di questi lavoratori.

Tu, povero idiota, mi hai rotto il cazzo

Tu, che ti appelli alla libertà di resistere alla forza dello Stato e che reputi delle checce isteriche tutti coloro che si dicono pacifisti, mi hai rotto il cazzo.

Tu, che attacchi sempre e solamente le forze dell’ordine e non ti domandi come mai un 24enne decida di prendere e lanciare un estintore, così, a cazzo, mi hai rotto il cazzo.

Tu, che hai sempre da lamentarti e da criticare perché credi di avere sempre ragione e la soluzione in mano, e tra l’altro così hai ucciso il Partito Comunista, mi hai rotto il cazzo.

Tu, che adesso ti lamenti delle norme che il ministro dell’Interno vuole far approvare contro le manifestazioni di piazza, ma che non hai minimamente preso le distanze dai violenti di Roma, mi hai rotto il cazzo.

Tu, che sei leader di un movimento che era nato pacifico ed oggi in qualche modo giustifichi la violenza infrangendo le utlime speranze di solidarietà al movimento stesso, mi hai rotto il cazzo.

Tu, che costringi con le tue azioni immotivate gli operai della Fiat a non scioperare nella capitale, mi hai rotto il cazzo.

Tu, che mi costringi a dire che la Santanché può non avere tutti i torti quando dice che chi fa casino in piazza è figlio di borghesi, mi hai rotto il cazzo.

Insomma, Tu mi hai rotto il cazzo per questi e altri mille motivi, ma tanto Tu non capirai perché sei un povero idiota.

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